giovedì 26 giugno 2008

UN DEBITORE SINGOLARE.

Un povero galantuomo aveva un debitore di una natura singolarissima. Ogni volta che questi lo incontrava, invece di scantonare o soffiare il naso per far finta di non vederlo, gli andava incontro, e stringendogli la mano in atto di scusa confidenziale, diceva: - Il debitore non deve mai sfuggire il creditore; un onest'uomo che vuol pagare, pittosto che fare una porcheria come certuni, confessa di non potere e si rimette nella bontà di chi avanza da lui. -
Quello, vinto da assiomi così veri e così stringenti, allungava la fune ( pazientava ancora ), ma allunga oggi allunga domani, e non venendo mai a capo di nulla, un giorno gli scrisse questa lettera:

Caro mio, " Non ho trovato mai in vita mia un uomo più pronto di voi a confessare i suoi obblighi, e meno sollecito a soddisfarli. Se la natura m'avesse voluto scrittore di commedie, ringrazierei la fortuna di avermi fatto capitare sott'occhio un capo ameno come il vostro, e volentieri darei di frego alla partita ( cancellerei il debito). A voi poi non dovrebbe rincrescere di passare in qualche modo alla posterità, prestando alla scena il tipo d'una delle tante contraddizioni umane. Il Burbero Benefico, l' Avaro Fastoso ( commedie che il Goldoni compose a Parigi in francese ) credo gradirebbero la compagnia del Galantuomo che non paga mai".

Giuseppe Giusti.

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