domenica 22 agosto 2010

L'araba fenice.

Gli antichi Egiziani favoleggiavano di un uccello miracoloso, il quale viveva cinquecento anni, poi si gettava su un rogo e dalle proprie ceneri usciva ringiovanito.
Quest'uccello si chiamava l'araba fenice.
Oggi si dice l'araba fenice per indicare qualcosa di miracoloso (per esempio un uomo d'immenso ingegno) o anche qualcosa che non esiste.

Il poeta Pietro Metastasio scrisse:

Come l'araba fenice.
che vi sia ciascun lo dice
dove sia nessun lo sa.

venerdì 13 agosto 2010

Lino.

Il nome di Lino è ricordato in un ritornello lamentoso che veniva cantato dai Greci dell' Asia Minore, pare in ricordo di un figlio di Urania morto per mano di Apollo geloso della sua abilità nella musica, o figlio di Apollo e della principessa Psamate, figlia del re di Argo. Quando nacque Lino venne abbandonato e fu divorato dai cani randagi. Per questo motivo Psamate fu condannata a morte, mentre in onore di Lino fu istituito un culto, durante il quale venivano sacrificati tutti i cani randagi che vevivano trovati, e si cantava, invocandolo, il nome di Lino.

Dal dizionario dei mitidi G. D'Anna.

sabato 7 agosto 2010

BITONE.

Figlio di Cidippe, sacerdotessa di Era. Con il fratello Cleobi diede prova del grande affetto che nutriva per la madre trascinando il carro di una processione di ben 45 stadi, non essendo pronti i buoi da mettere sotto al giogo. La madre pregò la dea che ci fosse una ricompensa per tanto sforzo, e i due fratelli non si svegliarono più dal lungo riposo per la fatica compiuta.

Dal Dizionario dei miti di G. D'Anna

lunedì 2 agosto 2010

Passa un giorno, passa l'altro.

Nel 1856, Giovanni Visconti Venosta, scrittore milanese, un giorno si sentì chiamare dalla sua portinaia:
- Signor Giovanni, il mio ragazzo è disperato, perchè deve fare un componimento in versi; ha cominciato, ma non sa più andare avanti. Il tema è il ritorno del crociato.
-Beh! E il ragazzo che cosa ha scritto?
- Ha scritto questi due versi:
Passa un giorno, passa l'altro,
più non torna il prode Anselmo.
- Il principio va bene - risponde il Visconti; -
continuerò io:
Perchè egli era molto scaltro,
andò in guerra e mise l'elmo.

Ne venne fuori una delle più buffe, delle più divertenti poesie, la quale ebbe tanta popolarità che il primo verso si dice proverbialmente quando vogliamo intendere che uno si fa troppo aspettare.