mercoledì 23 gennaio 2008

Una simpatica leggenda venafrana.

La fonte di S. Giovanni in Venafro, detta anche di S. Ianno è stata presa da "IL MOLISE", Almanacco Regionale di Berengario Amorosa. La pubblico con vero piacere in quanto "cosa di venafro".
Questa fontana sgorgava a qualche chilometro ad occidente della città. La sua acqua fu celebrata fin dai tempi dagli antichi Romani per guarire i calcoli renali.
Una volta si credeva che i fanciulli, lavati in questa sorgente, sanassero da quelle gravi malattie per le quali si fosse resa inutile l'assistenza del medico; a condizione che i vestiti dell'infermo vi fossero lasciati sui margini.
Non poteva portarsi via l'acqua senza sostituirla con eguale quantità attinta altrove; perchè, facendo diversamente, veniva giù la tempesta.
Alle volte, però, compariva nella fonte il serpe di S.Giovanni, che aveva le corna d'oro. Allora l'acqua gorgogliava rumorosamente, e il livello se ne innalzava fino a superare gli argini e a riversarsi fuori.
Questo era il segno di salute che il misterioso animale dava all'infermo, il quale, a sua volta, doveva sostenerne senza paura la vista tutt'altro che simpatica.
Queste superstizioni dimostrano che l'acqua effettivamente ha virtù medicamentose.

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Chi volesse saperne di più sull'argomento, si rimanda la lettura al libro in ristampa anastatica della Monografia Fisico - Economico - Morale di V E N A F R O del Can. Francesco Primicerio Lucenteforte dalla pagina 80 "Fontane nella pianura" fino a pagina 84 escluso la voce Pozzi.
Certo di aver fatto cosa gradita vi auguro buona lettura e un arrivederci a presto.

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